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Scuola, l’incognita dello sciopero dei sindacati di base del 24 e 25 settembre

 
News Anicia
Scuola, l’incognita dello sciopero dei sindacati di base del 24 e 25 settembre
di News Anicia - Wednesday, 23 September 2020, 16:12
 

Scuola, l’incognita dello sciopero dei sindacati di base del 24 e 25 settembre

Mentre i sindacati confederali insieme a Snals e Gilda hanno deciso di non scioperare perché, viste le mille difficoltà legate alla riapertura delle scuole, «non è il momento di ricorrere ad azioni del genere», i sindacati di base tirano dritto con il loro sciopero separato indetto per le giornate del 24 e 25 settembre. Una scelta - quella di Usb, Unicobas, Cobas Sardegna e Cub - che già la settimana scorsa aveva innescato un braccio di ferro con il garante degli scioperi Giuseppe Santoro Passarelli che pur riconoscendo la legittimità dell’iniziativa aveva ventilato l’ipotesi che il governo potesse ricorrere alla precettazione. Tanto più dal momento che si tratta di organizzazioni sindacali «non maggiori», la cui astensione potrebbe comunque creare ulteriori disagi alle scuole, già alle prese con la difficile ripartenza segnata dalla mancanza di docenti e banchi, anche se le adesioni fra insegnanti e bidelli non dovessero essere numerose. Disagi aumentati dal fatto che lo sciopero dei Cobas della scuola si incrocia con quello indetta dall’Usb dei trasporti per venerdì 25 settembre «con astensione dalle prestazione lavorative dalle ore 10.00 alle ore 17.00 e dalle ore 20.00 a fine servizio». Saranno garantite le partenze dai capolinea fino alle 10 e dalle 17 alle 20. «I dirigenti scolastici non possono sapere prima quali e quanti docenti aderiranno alla protesta», ha spiegato il presidente dell’Associazione nazionale dei presidi, Antonello Giannelli. Per questo in genere le scuole comunicano alle famiglie che «non potrà essere garantita la didattica».

Sindacati di base contro tutti

I sindacati di base non prenderanno parte invece alla manifestazione indetta dai confederali per sabato pomeriggio, da essi bollata come «inutile e pretestuosa, perché fatta da organizzazioni sindacali che hanno condiviso tutti i passaggi fatti dal Governo». Tutt’altro il tono usato dai rappresentanti dei lavoratori della scuola delle maggiori organizzazioni sindacali per spiegare la scelta di aderire alla manifestazione per la scuola indetta dal comitato Priorità alla scuola al di fuori dell’orario scolastico. «Non è il momento di ricorrere ad azioni di sciopero in questa fase, nella quale l’impegno si indirizza soprattutto a favorire il ritorno in sicurezza alle attività in presenza - spiegano parlando a una voce sola FLC CGIL, CISL Scuola, UIL Scuola RUA, SNALS Confsal e GILDA Unams -. Questa la linea di comportamento seguita in questa circostanza, con la scelta di essere presenti alla manifestazione promuovendo la più larga partecipazione del personale scolastico. È invece il momento di fare scelte coraggiose per combattere disuguaglianze, dispersione, precarietà, destinando parte consistente dei fondi Next Generation Ue ai luoghi dove le prossime generazioni dovranno crescere e formarsi». E ancora: «Fare di istruzione e formazione temi centrali nelle scelte di investimento, a partire dalla destinazione delle risorse del Recovery fund. Rinsaldare l’alleanza tra scuola e società, riconoscere al lavoro nella scuola dignità e giusto valore, garantire su tutto il territorio nazionale edifici scolastici sicuri e adeguati a una didattica innovativa, rimuovere alla radice le cause del divario digitale, supportare efficacemente le istituzioni scolastiche sotto il profilo dei presidi igienico sanitari per consentire uno svolgimento in sicurezza delle attività didattiche, evitando il rischio di nuove chiusure». La manifestazione si svolgerà in Piazza del Popolo a Roma a partire dalle 15.

fonte: corriere della sera

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